IL PROMEMORIA DI ROMANI
Per fortuna dalla melassa del "volemose bene" ogni tanto compare qualcuno che ci ricorda chi governa. Prima la Carfagna, che sostiene che i gay non sono discriminati, attirandosi gli strali trasversali di chi sulle Pari Opportunità la pensa diversamente.
Poi Paolo Romani, sottosegretario forzista alle Comunicazioni che di botto riporta alla mente due cose: Berlusconi ha eliminato di fatto un ministero delle Comunicazioni ad hoc (il che nell'era della mediatizzazione a 360 gradi della politica e della vita quotidiana appare una scelta quantomento singolare), la seconda è che lo "statista leale" Berlusconi è sempre quello dell'editto bulgaro, sempre quello che di fatto, direttamente o per mezzo dei servi sciocchi, controllava e controlla sei televisioni nazionali. L'intervento di Romani ci riporta, per fortuna, nel pieno del Berlusconi-pensiero sulle tv, cosa che uno nel clima di generale concordia rischiava di dimenticare: ed ecco allora l' "edittino" di Romani, che distribuisce patenti e pagelle ad libitum. Travaglio è incompatibile con la tv pubblica, Santoro un professionista serio che ha ecceduto però in campagna elettorale, Floris bravo ma targato, la Annunziata un po' prevenuta; infine la satira di Fazio e della Dandini improponibile nella fascia di Primo Piano: ma non perchè vada salvaguardata la fascia informativa del TG3 (o almeno Romani non lo ha detto esplicitamente), bensì perchè è una satira troppo orientata politicamente che non può avere uno spazio quotidiano. Infine Saccà (presente, quello delle intercettazioni con Berlusconi e dell'inchiesta di Napoli?), un martire politico che deve rientrare in gioco.
Blanda, ovviamente, la risposta del PD che con il ministro "ombra" delle Comunicazioni Giovanna Melandri (molto brava, evidentemente, se nel giro di sei mesi è riuscita a passare dallo sport e politiche giovanili alle comunicazioni, dev'essere una che si intende di tutto): "Non è compito di un sottosegretario interferire con scelte che sono dei vertici di un'azienda".
Risposta che tra l'altro elude l'affermazione secondo me più grave di Romani: "Finalmente non ci sarà più bisogno che Rete4 vada sul satellite, questione superata". Superata da chi? Sentenze nazionali e internazionali hanno dato più volte ragione a Europa7, l'emittente che da più di dieci anni avrebbe il diritto di utilizzare le frequenze di Rete 4 e nessun giudice ha finora statuito il contrario. Vicenda superata dal PD, forse, che di conflitto di interessi già ne parlava poco prima, figuriamoci adesso. Ma la questione delle tv, in realtà, non è superata per niente.
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